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29/04/2019, 11:11

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Amaranto,-il-grano-degli-dei
Amaranto,-il-grano-degli-dei
Amaranto,-il-grano-degli-dei


 Origini e uso di un antico pseudocereale ricco di proteine, minerali e completamente senza glutine.



Originie uso di un antico pseudocereale ricco di proteine, minerali e completamentesenza glutine.

Negli ultimi decenni,grazie alle notevoli virt√Ļ salutari, √® stato riscoperto l’amaranto, un anticopseudocereale appartenente alla famiglia delle amarantacee, originario delCentro America

Da sempre cibo basilaredelle civilt√† precolombiane, Maya ed Atzechi ne consumavano semi e foglie  e ilsuo uso era complementare a quello del mais. Era un alimento cos√¨ diffuso edimportante che l’ultimo sovrano atzeca Moctezuma ne chiedeva come tributo alleprovincie. 
Nelle vita quotidiana le donne ammorbidivano e cuocevano in acqua isuoi semi per poi triturarli ed impastarli per fare tortillas o tamales

L’amaranto,definito "grano degli dei", svolgeva un ruolo primario nelle cerimoniereligiose e nei giorni di festa veniva impastato con la farina di mais eutilizzato per costruire degli idoli, cio√® delle figure che riproducevano ledivinit√† e che venivano mangiati in loro onore alla fine del rito. 

E’ proprioil legame con gli dei che ha portato all’ estinzione di questo alimento la cuicoltivazione venne vietata dagli inquisitori spagnoli cattolici che lo fecerosostituire con sementi europee. Questo spiega il perch√© siano giunti in Europacioccolato e patate, tabacco e pomodori, ma non l’amaranto. 

La storia di questapianta, per√≤, non riguarda solo l’America Centrale, poich√© gli studiosiritengono che l’amaranto fosse presente nel bacino del Mediterraneo gi√†all’epoca dei greci e dei romani, anche se probabilmente non si trattava dellastessa pianta di oggi da un punto di vista genetico. 
A differenza dellepopolazioni precolombiane, greci e romani apprezzavano l’amaranto per i suoifiori colorati usati a scopo ornamentale, che si riteneva potessero scacciarela sfortuna e l’invidia. 

Oggi grazie a nuovi studiche ne evidenziano le qualit√† alimentari, la coltivazione dell’amaranto e ilsuo uso in cucina si sta diffondendo anche in Italia.

I minuscoli chicchi tondihanno un sapore gradevole, quasi dolce, con note che richiamano le nocciole esono caratterizzati da una incredibile ricchezza di proteine dall’alto valore biologico. 
L’amaranto, inoltre,contiene ottime quantit√† di mineralicome ferro, calcio, magnesio, fosforo, vitamina E, vitamina A, vitamina C evitamine del gruppo B, che lo rendono un alimento davvero nutriente ericostituente, adatto all’alimentazione di bambini ed anziani. 
La ricchezza di fibre in esso contenute lo rendonoconsigliabile a chi presenta disturbi a livello gastrointestinale, ma anche aidiabetici poich√© queste rallentano l’assorbimento degli zuccheri. Fibre ericchezza di proteine contribuiscono, infatti, a regolare i livelli glicemicifacendo di questo un cereale a bassoindice glicemico.

Comeusarlo in cucina?
L’amaranto va cotto per circa 30-40 minuti in unapentola con un quantitativo di acqua pari a 3 volte quello dei chicchi previorisciacquo per evitare la formazione di mucillagini durante la cottura. Primadi scolarlo, dopo aver spento la fiamma, si consiglia di lasciarlo nellapentola per altri 10 minuti per permettergli di gonfiarsi ulteriormente. Sipresta a preparazioni dolci e salate. Con la farina √® possibile preparare panee biscotti, magari miscelandola con altre farine senza glutine. Con i chicchi,invece, si possono realizzare zuppe, sfornati e polpette vegetali.


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